TDOR: RABBIA E VENDETTA TRANS*

Ciao a tuttu, siamo la collettività politica Manituana. Ci chiediamo oggi, in questa giornata di rabbia, perché è ancora difficile creare solidarietà e alleanza transfemminista, quando su questioni che non paiono toccarci nell'immediato sembra così facile invece attivarsi?
Perché i compagni e le compagne cis-etero non sono disposti e disposte a fare i conti con il proprio personale, con le relazioni, con il sessismo e la transfobia che fa parte di noi? Fino ad arrivare a dire, piuttosto che decostruirsi o ammettere il loro privilegio, che la lotta queer non è prioritaria, che non si sa più come bisogna parlare. Magari poi stessero zitti davvero.
Lavorando sul locale, dando spazio e creando reciprocità tra collettività, la solidarietà si attua nella pratica quotidiana. La solidarietà non si esaurisce in un'azione sporadica, è cura che permea le vite di chi dà e riceve cura costantemente.
La cospirazione è fare pressione, non fermarsi, stare insieme con la responsabilità di agire. Essere alleatu e cospirare vuol dire non accettare mai lo scarto fra gli slogan e le idee da un lato e la debolezza delle nostre azioni dall'altro. E' un lavoro sporco che va fatto ogni giorno, nello spazio pubblico e nello spazio privato, dal linguaggio all'accessibilità, alla resistenza violenta.
Ogni suicidio trans* è un omicidio di stato. La vita delle persone trans* è una responsabilità collettiva perché una società transofoba è una vergogna collettiva e la liberazione queer è nelle nostre mani e noi decidiamo se stare fermə o armarci e con chi farlo. Noi decidiamo se creare spazi queer o luoghi di oppressione, noi decidiamo se vogliamo lavarci la coscienza con la memoria o sporcarci con la vendetta.
A proteggerci c'è la rabbia, ad avanzare con noi ci sono lu compagnu.
