Siamo lə ragazzə di Manituana. 

Foto di Cristina Rossi
Siamo lə ragazzə di Manituana. 

Ma potremmo essere lə ragazzə di qualsiasi altro centro sociale oppure di nessun centro sociale.

Alcunə di noi stanno sui social, altrə li usano pure per lavoro, altrə invece non ci stanno dietro e può succedere che, non essendo in cima alla lista delle nostre priorità, ci si accorga anche molto tempo dopo dell'uscita di contenuti che ci riguardano.

Scopriamo quindi solo recentemente, proprio qualche giorno fa, che uno dei più promettenti influencer della Roma Bene, nonché una delle più brillanti carriere giornalistiche delle nuove generazioni, ha parlato proprio di noi.

Certo, non solo di noi: anche dellə ragazzə di altri collettivi con cui condividiamo latitudine e lotte.

Chi ci dedica la propria penna, anzi la propria faccia in una carrellata di stories su instagram, è una persona che ha partecipato a progetti editoriali dichiaratamente antisessisti e femministi, in primis Scomodo, di cui è stato redattore.

Si dichiara orgogliosamente "liberale e antifascista", neologismo che nonostante le notti insonni a pensarci su ancor ci sembra incomprensibile, forse un ossimoro?

Ma poco importa, arriviamo al colpo di fortuna che ci ha toccatə nell'essere addirittura comparse nelle sue stories. (Trattenete i gridolini di gioia!)

Dovete sapere che lui, assieme ad altri suoi "compagni" di Scomodo, un anno fa visitò il nostro centro sociale in occasione delle gite culturali ed esplorative della rivista di cui faceva parte tra i centri sociali del nord Italia.

Indubbiamente solo uno dei tanti segni della luminosità del suo pensiero, colse l'occasione per produrre un contenuto culturale di rara ricchezza.

Cosa, vi chiederete voi? Cosa può essere uscito dalla mente di questo enfant prodige? Quali stimoli hanno toccato la sua intelligenza, in questo Grand Tour dei giorni nostri?

Ebbene, rompiamo presto la suspence ché di sti tempi l'ansia non fa bene per niente: UNA RECENSIONE DEI CENTRI SOCIALI!

Consta di ben 4 PARAMETRI! Location, servizio, cibo e ... LA FIGA!

MA CERTO! La figa, proprio lei, ma perché non ci abbiamo pensato in occasione della visita, per fare quantomeno una migliore impressione!

Dobbiamo riconoscere la nostra arretratezza, la nostra lentezza nel capire cosa importa in questi tempi mutevoli, quando si incontrano "i compagni" delle altre città... quando si aprono le porte del posto in cui si costruiscono - e si sudano - lotte, percorsi ed esperienze politiche e sociali per farlo conoscere a chi si dimostra interessato a condividere qualche progetto assieme.

Il ricordo ci trafigge, ma siamo quasi del tutto certə che molte di noi non avevano nemmeno messo un filo di rossetto.

Ed è per questo, ahinoi, che ci siamo beccatə un tristissimo 6 nella sua scala di valutazione sulla qualità della FIGA, perchè insomma: "non siamo proprio carinissime però la selezione di malattie veneree è molto molto buona con alcune rarità, alcune trasmissibili solo dai coccodrilli..."

Tornando all'incipit di questo scritto, ci teniamo a scusarci con l'autore delle stories per la presenza spiacevole che abbiamo offerto ai suoi occhi: forse ci eravamo dimenticatə di vivere ancora in un mondo in cui i figli sani del patriarcato si celano proprio ovunque, anche dove meno te l'aspetti.

Certo, il ragazzo si era mascherato bene, giornalista desinistra di un progetto che dichiara di sposare certi valori, e invece chi meglio di lui ha saputo produrre un cocktail di sessismo, misoginia, sickshaming (ciccio, se ci leggi, ma te non eri anche l'autore di un articolo sui diritti delle sex workers durante la pandemia?), becera arroganza maschilista.

Ebbene, abbandoniamo per un attimo il tono sarcastico e dedichiamo due righe ad una risposta politica alle prodezze del fanciullo in questione.

Sia chiaro, delle "critiche" di questo omuncolo non ci interessa molto, anzi siamo felici di essere statə refrattariə al suo scanner alla ricerca di oggetti sessuali adatti ai suoi canoni.

Perché siamo contrariə ai canoni, e ancor più siamo contrariə all'oggettificazione di QUALSIASI corpo per il piacere o il disgusto di uomini che possono permetterselo esclusivamente grazie al potere che hanno ricevuto in dono dalla sorte.

Lui si chiama Alessandro Luna, e non è solo un ignorante maschilista, ma è ancora una persona i cui contenuti social, essendo - ahinoi - giornalista, sono prodotti da un certo posizionamento.

Quello di una persona che, collaborando con le testate Il Foglio, Domani e il progetto Torcha, detiene un certo potere comunicativo, il cui profilo Instagram non è quello di un Giantizio qualunque.

In comune al GianTizio qualunque però ha la fortuna di condividere altre rilevanti posizioni di privilegio: bianco, di classe agiata, maschio ciset.

La somma di questi privilegi, nel mondo segnato dall'oppressione più o meno forte di chiunque non abbia fatto jackpot con tutto ciò che nella vita non ti scegli, di solito "genera mostri": individui, innanzitutto, inconsapevoli dei propri privilegi e che partendo da ciò agiscono violenze sulle altre persone.

Naturalmente, non siamo solo il prodotto di ciò che non abbiamo scelto nella vita, e dunque riconosciamo a tuttə la possibilità di evolvere, comprendere le cause e gli effetti di varie forme di oppressione e attivamente spendersi per cambiare l'esistente, a fianco di chi quelle violenze le subisce sulla propria pelle.

È ciò che anche lui, a parole, si pone - pubblicamente - di fare. Peccato che nel suo caso, e purtroppo non è l'unico, si tratti solo di una maschera con cui ottenere likes e seguito, cavalcando l'onda di lotte con cui non solo non ha niente da spartire, ma a cui apertamente dimostrato di essere un soddisfatto nemico.

Ne prendiamo atto, e invitiamo tuttə coloro che ci leggono a fare lo stesso: è ancora ben lontano il giorno in cui non si farà fatica a distinguere l'humor dalla violenza, persino dagli ambienti "alleati" e persino da chi la COMUNICAZIONE la dovrebbe conoscere per lavoro.

E' ancora lontano il giorno in cui qualsiasi persona non verrà valutata da altrə, non verrà giudicata, oggettivata, reificata - base morale per tutte le altre forme di violenza, che possono arrivare a distruggere vissuti e corpi.

Quel giorno è lontano, ma non aspetteremo certo con le braccia incrociate.

Nel nostro piccolo e ogni qualvolta ci sarà possibile, risponderemo insieme e con forza ad ogni attacco che donne e soggettività oppresse dovranno subire. Di qualsiasi forma esso sia, e da parte di chiunque sia portato avanti.

Conviene che vi attrezziate, quanto meno, a studiare qualcosa e nel frattempo, davvero, a chiudere quel cesso di bocca.
Baci.