SE NON POSSO BALLARE NON È LA MIA RIVOLUZIONE, MA SE NON PARTECIPO LA RIVOLUZIONE NON C'È

Ciao a tuttu, siamo la collettività politica di Manituana, Manituana è uno spazio politico autogestito e occupato, Amiat-Iren è la proprietaria dello stabile che noi occupiamo, di cui ci prendiamo cura quotidianamente, radicalizzandoci nel tessuto torinese facendo alleanza e collettività politica, attività, costruendo realtà insieme. La proprietà parla di noi come occupanti e abusivə, come un fastidio rispetto al loro lucrare, ma è riduttivo e iprocrita, noi rendiamo vivo questo luogo, rendiamo viva una parte del quartiere Aurora, dei quartieri limitrofi e rendiamo viva una parte della città che a Manituana agisce costruendo senso e politica.
In questo weekend abbiamo deciso di collaborare con una realtà del nostro quartiere, Radio Blackout; abbiamo il dovere di creare reti e di resistere insieme. Questo festival, per finanziare una realtà che esiste da più di 30 anni, è stato possibile grazie alla voglia e alla forza di collaborare ma anche grazie allo spazio fisico in cui ci troviamo, che stiamo utilizzando nella sua totalità, con palchi, Banchette, spazi di discussione, cucina, e bar che ci permette di creare queste iniziative e di fare politica qui dentro e nelle piazze.
Lo spazio che ora calpestate però sta per essere eroso dagli interessi economici dei privati Amiat-Iren e da GTT qui alle nostre spalle che con spocchia organizzano il taglia e cuci di questo cortile, come se noi fossimo negoziabili. Ma noi invece, come Manituana, come movimenti sociali, essendo collettività politica, essendo persone, non siamo una realtà che si può eradicare. Essere attaccatə su tutti i fronti da enti che distribuiscono iniquamente bisogni come energia e mobilità, coadiuvati dal Comune che invece dovrebbe garantire spazi di organizzazione, ci mostra come questo sistema marcio e opprimente voglia rimuovere esperienze di resistenza dal basso, ma la resistenza non è eludibile.
Questo fine settimana siamo qui perché ci sono realtà che organizzandosi dal basso riescono a creare spazi accessibili in cui fare attività, dobbiamo ricordarci che oltre la socialità e le feste abbiamo il compito di lottare tuttə insieme per far si che questo sia sempre possibile.
Significa che quando ci sarà un cantiere, che quando dovremo rivendicarci che questo spazio deve esistere nella sua totalità dovremo essere presenti come sotto a un palco; se non posso ballare non é la mia rivoluzione, se non partecipo la rivoluzione però non c'é e gli spazi di agibilità politica spariscono.
Manituana per loro è un crocevia di interessi economici ma Manituana è un crocevia di quartieri e soggettività diverse che rivendicano uno spazio cittadino mettendo al centro la collettività rispetto al vuoto della speculazione che la società propone. Manituana non si tocca,nessuna realtà di movimento si tocca, nessunə di noi è un corpo rimovibile per interessi economici e non lo saremo mai.
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